Libri da non perdere. Assolutamente!

Informo i frequentatori di questo blog che è on line la nuova pagina di recensioni/discussioni apparsa su Miseri d’Italia, la testata archivio diretta da Sandro Provvisionato.

Tutti i libri di cui si parla sono straordinari. Assolutamente da non perdere. Sono, ciascuno nel proprio genere, documenti unici e meritano attenzione essendo le tessere che compongono il grande puzzle della nostra storia. Infatti, a guidare nella scelta delle opere da proporre, è unicamente il loro valore documentale e il desiderio di tenere vivi l’interesse e l’attenzione su ciò che accade e su ciò che  è accaduto in passato, essendo la memoria condivisa l’unico vero antidoto contro il  male che affligge l’Italia e non solo. Ecco, dunque, il link per aprire la pagina.

http://www.misteriditalia.it/librodelmese/librodelmese_2015_04.htm

Colgo l’occasione per invitare tutti coloro che vogliono essere costantemente informati sugli sviluppi (giudiziari) dei grandi fatti di sangue, sugli atti di terrorismo  e, più in generale, su tutti gli orrori e gli eventi  oscuri che hanno funestato la vita politica e civile del nostro Paese dal dopoguerra in poi, a frequentare la testata/archivio Misteri d’Italia. Ecco il link.

http://www.misteriditalia.it

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Troppo facile dissociarsi

Mentre il mondo occidentale, salvo Barak Obama, si è riversato su Parigi sommergendone piazze e strade come l’onda di un mostruoso tsunami per testimoniare il rifiuto di ogni restrizione alle libertà costituzionali, prima fra tutte quella di espressione, spulciando qua e là fra i siti internet ho trovato queste due lettere aperte che pubblico perché, a mio giudizio, offrono entrambe, da due posizioni distinte benché convergenti, spunti di riflessione sui quali vale la pena di soffermarsi.

Le lettere sono state tratte entrambe dal giornale on line  www.internazionale.it.

A scrivere, evidentemente in preda a un incontenibile furore, è  Igiaba Scego. La sua lettera, del 7 gennaio, ha un titolo lapidario.

Non nel mio nome.

Oggi mi hanno dichiarato guerra – scrive igiaba. – Decimando militarmente la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo mi hanno dichiarato guerra. Hanno usato il nome di dio e del profeta per giustificare l’ingiustificabile. Da afroeuropea e da musulmana io non ci sto.

“Not in my name”, dice un famoso slogan, e oggi questo slogan lo sento mio come non mai. Sono stufa di essere associata a gente che uccide, massacra, stupra, decapita e piscia sui valori democratici in cui credo e lo fa per di più usando il nome della mia religione. Basta! Non dobbiamo più permettere (lo dico a me stessa, ai musulmani e a tutti) che usino il nome dell’islam per i loro loschi e schifosi traffici.

Vorrei che ogni imam in ogni moschea d’Europa lo dicesse forte e chiaro. Sono stufa di veder così sporcato il nome di una religione. Non è giusto. Come non è giusto veder vilipesi quei valori di convivenza e pace su cui è fondata l’Unione europea di cui sono cittadina. Sono stufa di chi non rispetta il diritto di ridere del prossimo. Stufa di vedere ogni giorno, da Parigi a Peshawar, scorrere sangue innocente. E ho già il voltastomaco per i vari xenofobi che aspettano al varco. So già che ci sarà qualcuno che userà questo attentato contro migranti e figli di migranti per qualche voto in più. C’è sempre qualche avvoltoio che si bea delle tragedie.

È così a ogni attentato.

A ogni disgrazia cresce il mio senso di ansia e di frustrazione. A ogni attentato vorrei urlare e far capire alla gente che l’islam non è roba di quei tizi con le barbe lunghe e con quei vestiti ridicoli. L’islam non è roba loro, l’islam è nostro, di noi che crediamo nella pace. Quelli sono solo caricature, vorrei dire. Si vestono così apposta per farvi paura. È tutto un piano, svegliamoci.

Per questo dico che mi hanno dichiarato guerra. Anzi, ci hanno dichiarato guerra.

Questo attentato non è solo un attacco alla libertà di espressione, ma è un attacco ai valori democratici che ci tengono insieme. L’Europa è formata da cittadini ebrei, cristiani, musulmani, buddisti, atei e così via. Siamo in tanti e conviviamo. Certo il continente zoppica, la crisi è dura, ma siamo insieme ed è questo che conta. I killer professionisti e ben addestrati che hanno colpito Charlie Hebdo vogliono il caos. Vogliono un’Europa piena di paura, dove il cittadino sia nemico del suo prossimo. E in questo vanno a braccetto con l’estrema destra xenofoba. Tra nazisti si capiscono. Di fatto vogliono isolare i musulmani dal resto degli europei. Vogliono vederci soli e vulnerabili. Vogliono distruggere la convivenza che stiamo faticosamente costruendo insieme.

Trovo bellissimo che alla moschea di Roma alla fine del Ramadan, per l’Eid, ci siano a festeggiare con noi tanti cristiani ed ebrei. Ed è bello per me augurare agli amici cristiani buon Natale e agli amici ebrei happy Hanukkah. È bello farsi due risate con gli amici atei e ridere di tutto. Si può ridere di tutto, si deve. Ecco perché questo attentato di oggi è così pauroso. Fa male sapere che degli esseri umani siano stati uccisi da una mano vigliacca perché volevano solo far ridere, ma fa male anche capire il disegno che c’è dietro, ovvero una volontà di distruzione totale.

Una distruzione che sapeva chi e cosa colpire.

Niente è stato casuale. Sono stati spesi molti soldi da chi ha organizzato il massacro. Sono stati scelti uomini addestrati. È stato scelto un target, la redazione di un giornale satirico, che era sì un target simbolico, ma anche facile da attaccare. Tutto è stato studiato nei minimi dettagli. D’altronde una dichiarazione di guerra lo è sempre. Chi ha compiuto questo attentato sa cosa produrrà. Sa il delirio che si sta preparando. Allora se siamo in guerra si deve cominciare a pensare come combatterla. In questi anni la teoria della guerra preventiva, dell’odio preventivo, delle disastrose campagne di Iraq e Afghanistan hanno creato solo più fondamentalismo.

Forse se si vuole vincere questa guerra contro il terrorismo l’Europa si dovrà affidare a quello che ha di più forte, ovvero i suoi valori. Chi ha ucciso sa che si scatenerà l’odio. Ora dovremmo non cascare in questa trappola. Ribadire quello che siamo: democratici. Ha ragione la scrittrice Helena Janeczek quando dice cheliberté, égalité, fraternité è ancora il motto migliore per vincere la battaglia. E i musulmani europei ribadendo il “Not in my name” potranno essere l’asso nella manica della partita. L’Europa potrà fermare la barbarie solo se i suoi cittadini saranno uniti in quest’ora difficile.

A queste parole Karim Metref, educatore e blogger che vive a Torino, risponde due giorni dopo con quest’altra lettera dal titolo altrettanto crudo.

Io non mi dissocio.

Cara Igiaba, scrive karim, in questi giorni saremo messi sotto torchio e le prossime campagne elettorali saranno fatte sulla nostra schiena. Gli xenofobi di tutta Europa vanno in brodo di giuggiole per la gioia e anche gli establishment europei che non hanno risposte da dare per la crisi saranno contenti di resuscitare il vecchio spauracchio per far rientrare le pecore spaventate nel recinto.

Da ogni parte ci viene chiesto di dissociarci, di scrivere che noi stiamo con Charlie, di condannare, di provare che siamo bravi immigrati, ben integrati, degni di vivere su questa terra di pace e di libertà.

Ebbene, anche se ovviamente condanno questo atto come condanno ogni violenza, non mi dissocio da niente. Non sono integrato e non chiedo scusa a nessuno. Io non ho ucciso nessuno e non c’entro niente con questa gente. Altrettanto non possono dire quelli che domani dichiareranno guerra a qualcuno in nome di questo crimine.

Tu dici: “Oggi mi hanno dichiarato guerra. Decimando militarmente la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo mi hanno dichiarato guerra. Hanno usato il nome di dio e del profeta per giustificare l’ingiustificabile. Da afroeuropea e da musulmana io non ci sto”.

Io con questa gente sono in guerra da trent’anni. Li affrontavo con i pugni all’epoca dell’università e con le parole e con le azioni da allora e fino a oggi. Sono trent’anni che li combatto e sono trent’anni che il sistema della Nato e i suoi alleati li sostengono regolarmente ogni dieci anni per fomentare una guerra di qua o di là.

Anche io sono afroeuropeo, sono originario di un paese a maggioranza musulmana ma non mi considero un musulmano: non sono praticante, non sono credente. Ma anche io non ci sto. Non ci sto con questi folli, non ci sto quando lo fanno a Parigi ma non ci sto nemmeno quando lo fanno a Tripoli, Malula o a Qaraqush.

Non sto con loro e non sto con chi li arma un giorno e poi li bombarda il giorno dopo. Non ci sto in questa storia nel suo insieme e non solo quando colpisce il cuore di questa Europa costruita su “valori di convivenza e pace”. Perché dico che questa Europa deve essere costruita su valori di pace e convivenza anche altrove, non solo internamente (ammesso che internamente lo sia).

Tu dici che questo non è islam. Io dico che anche questo è islam. L’islam è di tutti. Buoni o cattivi che siano. E come succede con ogni religione ognuno ne fa un po’ quello che vuole. La adatta alle proprie convinzioni, paure, speranze e interessi. Nelle prossime ore, i comunicati di moschee e centri islamici arriveranno in massa, non ti preoccupare. Tutti (o quasi) giustamente si dissoceranno da questo atto criminale. Qualche altro Abu Omar sparirà dalla circolazione per non creare imbarazzo a nessuno. La Lega e altri avvoltoi si ciberanno di questa storia per mesi, forse per anni. E noi ci faremo di nuovo piccoli piccoli, in attesa della fine della tempesta. Come stiamo facendo dopo questi attentati (forse) commessi da quella stessa rete che la Nato aveva creato per combattere una sua sporca guerra.

Loro creano mostri e poi, quando gli si rivoltano contro, noi dobbiamo chiedere scusa, dissociarci e farci piccoli. A me questo giochino non interessa più. Non chiedo scusa a nessuno e non mi dissocio da niente. Io devo pretendere delle scuse. Io devo chiedere a questi signori di dissociarsi, definitivamente, non ad alternanza, da questa gente: amici in Afghanistan e poi nemici, amici in Algeria e poi nemici, amici in Libia e poi… non ancora nemici lì ma nemici nel vicino Mali, amici in Siria poi ora metà amici e metà nemici… Io non ho più pazienza per questi macabri giochini. Mando allo stesso inferno sia questi mostri sia gli stregoni della Nato e dei paesi del Golfo che li hanno creati e li tengono in vita da decenni. Mando tutti all’inferno e vado a farmi una passeggiata in questa notte invernale che sa di primavera… Speriamo non araba.

Sono le posizioni di due persone unite dalla stessa religione e dalla stessa passione e con visioni della realtà solo apparentemente divergenti. Gli argomenti che entrambi mettono sul piatto meritano la massima attenzione perché in una certa misura affondano il coltello nel cuore del problema che, certamente, non sarà risolto con la magnifica testimonianza della piazza di oggi.

Detto questo, vorrei che fosse chiara una cosa:

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Mafia capitale: ecco le carte. Qui, il testo integrale dell’ordinanza emessa dal G.i.p di Roma

Non merita commenti questo fascicolo, ma solo una lieve sottolineatura.

A cominciare da Massimo Carminati, molti fra i 39 individui sottoposti dal G.i.p Flavia Costantini a misure di custodia cautelare, sulla base delle carte del procedimento penale, sono personaggi comparsi in vicende oscure, pluripregiudicati, condannati in via definitiva che, nonostante fossero ben noti alle forze dell’ordine, hanno potuto tessere, indisturbati, robuste reti malaffaristiche attorno a consiglieri comunali, uomini delle istituzioni e imprenditori di piccola moralità. Hanno intimidito, taglieggiato, corrotto… in una parola: per anni, dentro, fuori e attorno al Campidoglio, si sono fatti gli affaracci loro ai danni dei cittadini e dell’immagine non solo di Roma, ma del paese intero.

In queste carte, che si leggono come un thriller, c’è tutta la verità sull’ennesima pagina nera della nostra democrazia.

ORDINANZA-MONDO-DI-MEZZO

E.A.P. occhio al “piccolo contributo”

In questi giorni un amico, Enrico G, aspirante autore non privo di qualità, mi ha inviato questa e-mail che, più di qualsiasi spiegazione, può dare un’idea di cosa aspetti là fuori l’aspirante autore che ha fretta di pubblicare. Come l’amica Gaia Conventi che sul problema della (finta) editoria a pagamento e dei concorsi patacca ha addirittura fondato il proprio blog Giramenti, non ci stancheremo mai di mettere in guardia chi scrive e vorrebbe veder pubblicato il Capolavoro, ovviamente  saltando gli estenuanti passaggi della ricerca dell’agente e della caccia all’editor,

Cara Adele questa te la devo raccontare . Mi sono imbattuto nella casa editrice  “Altro Mondo ” di Vicenza . Cercavano autori e manoscritti. Ho inviato il mio romanzo si sono presi due settimane di tempo poi mi hanno risposto positivamente al che mi chiama come vedi sotto la signora D. tutto bene . Mi mandano un contratto  mi stampano 800 copie distribuzione e-book e cartacea . Solo che mi viene richiesto un piccolo contributo (come molti hanno fatto ) però di 2.300 Euro. Ma questi sono proprio dell’altro mondo.  Lo trovo anche qua in zona un piccolo editore topografo che mi stampa 800 copie  anche alla metà. Poi ho guardato i loro cataloghi avranno dieci titoli in tutto. Puoi verificarlo anche tu! Ci sarebbe da ridere per non incavolarsi. Solo da poco tempo sto sondando il mondo dell’Editoria. Ma è pieno di avvoltoi!
Comunque ho rimandato gentilmente tutto al mittente.La bozza di questo assurdo contratto e finito in un bidone della spazzatura.
Io continuo a scrivere. Spero di trovare qualcuno che pubblichi. Anche se non sono molto ottimista.

Vuoi diventare imprenditore musicale? Non trascurare questa opportunità.

Sempre dal MEI (Meeting Etichette Indipendenti), che è partner dell’Università di Bologna, riceviamo questa comunicazione e volentieri la divulghiamo.

09/11/2014

Sono aperte le iscrizioni per l’anno accademico 2014-2015 al Master di I livello in Imprenditoria dello Spettacolo, istituito dal Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna: Giordano Sangiorgi del Mei tra i docenti

In: Associazioni & FormazioneFlash News Audiocoop

Sono aperte le iscrizioni per l’anno accademico 2014-2015 al Master di I livello in Imprenditoria dello Spettacolo, istituito dal Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna.

La scadenza per la richiesta di partecipare alla selezione scade il 4 dicembre 2014; il corso è gestito dalla Fondazione Alma Mater.

Obiettivo del master è formare figure organizzative dello Spettacolo dal vivo (prosa, musica e danza) in possesso di competenze professionali rispondenti alle esigenze attuali del mercato nazionale e internazionale, in linea con l’evoluzione delle politiche culturali, sociali ed economiche, in grado di operare nella progettazione, produzione, distribuzione e comunicazione. A conclusione del percorso formativo, i partecipanti potranno ricoprire ruoli organizzativi/gestionali presso enti pubblici e privati, teatri, compagnie, istituzioni culturali. Il Master, della durata complessiva di 1.500 ore, si avvale della collaborazione di enti e organizzazioni culturali, quali ATER Associazione Teatrale Emilia Romagna, ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione Nazionale della Danza, Teatro Comunale di Bologna ed ENCATC European Network of Cultural Administration Training Centres.

Il master è diretto da Marco De Marinis, responsabile scientifico del Centro La Soffitta; è prevista la presenza di docenti dell’Università di Bologna e di altri atenei e di esperti provenienti dal mondo imprenditoriale, tra gli altri: Lucio Argano, Franco Bianchini, Elena Cervellati, Marco De Marinis, Maurizio Frittelli, Roberto Grandi, Andrea Maulini, Lorenzo Scarpellini, Antonio Taormina, Michele Trimarchi, Cristina Valenti, Giordano Sangiorgi del Mei.

Per scaricare il bando e per informazioni:

www.unibo.it/it/didattica/master/2014-2015/imprenditoria_dello_spettacolo;

http://imprenditoriaspettacolo.blogspot.it/

Cordiali saluti

Giulia Bongi

Master in Imprenditoria dello Spettacolo

Dipartimento delle Arti Università di Bologna

Tel. 051.2092000

Dal MEI: La tempesta al Rivolta. Biglietti gratis e altro

Ricevo e volentieri pubblico.

24/11/2014

Vuoi andare a “La Tempesta al Rivolta”? Il Mei ti regala due biglietti!

In: Curiosità, Festival & ConcorsiFlash News Audiocoop

Sabato 6 dicembre 2014
La Tempesta al Rivolta IV
Centro Sociale Rivolta, Marghera (Ve)

via F.lli Bandiera, 45

Apertura cancelli 18:00
Ingresso €18,00
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Mellow Mood
The Zen Circus
Tre allegri ragazzi morti + Abbey Town Jazz Orchestra
Il Pan del Diavolo
Fine Before You Came
Pierpaolo Capovilla
Management del Dolore Post-Operatorio
Cosmetic
Paolo Baldini DubFiles
Universal Sex Arena
Beatrice Antolini
Dadamatto
Brunori Dj Set
Arriva alla quarta edizione il festival invernale de La Tempesta al Rivolta. Anche quest’anno il desiderio è quello di fare una festa gigantesca tutti assieme per vivere una giornata indimenticabile. La locandina di Alessandro Baronciani trova una Tempesta un po’ più trasognata del solito: suona la tromba mentre fluttua nello spazio circondata da dolciumi e stelle. I cancelli apriranno alle 18:00 e come sempre varrà la pena arrivare puntuali, lecca lecca e dolciumi verranno regalati ai primi mille ingressi per addolcire fin da subito ogni amarezza.

Il cartellone è davvero ricco. Ci saranno i Mellow Mood, il gruppo reggae Friulano che sta girando il mondo col suo ultimo album Twinz. Ci saranno i tre rockers di Pisa Zen Circus in versione buskers e siamo sicuri ci scalderanno acusticamente il cuore. Tre allegri ragazzi morti e Abbey Town Jazz Orchestra ci riporteranno a “Quando eravamo swing!”, ovvero le canzoni più belle del trio mascherato di Pordenone eseguite insieme all’eccezionale big band (tra le altre cose) del Summer Jamboree di Senigallia. Il Pan del Diavolo ci spingerà dentro al suo ultimo album FolkRockaBoom e chissà se ne usciremo più. Ci saranno i Fine Before You Came e quando ci sono loro siamo sempre felici perché possiamo gridare davvero a perdifiato. Pierpaolo Capovilla ci farà ascoltare dal vivo i brani di Obtorto Collo, il suo primo album solista pubblicato da La Tempesta il 27 maggio scorso. Ci sarà anche il Management del Dolore Post-Operatorio, uno dei gruppi preferiti della Tempesta: che sia l’inizio di una nuova storia d’amore? I Cosmetic presenteranno proprio al Rivolta il loro nuovissimo album Nomoretato. Paolo Baldini DubFiles chiuderà il festival e ci farà ballare col suo spettacolo al mixer e con i suoi ospiti illustri, ve lo ricordate quant’è stato bello l’anno scorso? Anche gli Universal Sex Arena avranno un nuovo disco in tasca da presentare, trattasi del freschissimo Romancitysm, da non perdere. Altrettanto freschi di pubblicazione per La Tempesta, i marchigiani Dadamatto ci faranno ascoltare dal vivo il loro bellissimo Rococò. Beatrice Antolini presenterà invece il suo ultimo EP Beatitude, sarà lei a dare il via al festival e questo è un altro ottimo motivo per arrivare presto. Come ogni anno ci sarà un ospite speciale a selezionare i dischi per farci ballare, un artista che non è su Tempesta ma che La Tempesta ama: quest’anno è il momento ok per Dario Brunori e siamo così felici che non vediamo l’ora arrivi il 6 dicembre. Ad inizio novembre pubblicheremo ogni altra informazione, come gli orari delle esibizioni e i palchi, che quest’anno saranno quattro.

Quest’anno non ci sarà prevendita.

Venite presto, ci staremo tutti.

www.latempesta.org

Scrivi a comunicazioni@audiocoop.it per avere due biglietti omaggio. Dacci le tue coordinate: nome/cognome/numero di telefono.

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I libri della memoria e della vigilanza (democratica)

Da stamattina è on line la pagina di recensioni apparsa sulla testata/archivio Misteri d’Italia diretta da Sandro Provvisionato. I libri segnalati sono tutti saggi che consiglio di leggere o almeno di sfogliare per varie ragioni:

Perché oggi dimenticare il passato è una colpa che il nostro Paese non può permettersi.

Perché, a dispetto di quello che va predicando il premier, non si possono conciliare futuro ed evoluzione se si perde la memoria di quanto è accaduto nel passato.

Perché nessuna democrazia può restare in vita senza quella vigilanza della società civile che nasce solo dalla conoscenza..

Perché i libri,

Pasolini.  L'insensata modernità . A cura di Piero Bevilacqua. Jaka Book, pagg 58 € 9,00

Pasolini.
L’insensata modernità . A cura di Piero Bevilacqua. Jaka Book, pagg 58 € 9,00

pur essendo saggi, non sono affatto aridi e noiosi, tutt’altro. Sono scritti da giornalisti di grande valore esperti di divulgazione e si leggono d’un fiato.

Non lasciateveli scappare.

Ecco il link:

http://www.misteriditalia.it/librodelmese/librodelmese_2014_11.htm

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La faccia in ombra di Milano

2466158Non è vero che Milano non è turisticamente interessante. Non è vero che è una città tutta impresa, lavoro, conflitti sociali periferie degradate, banche e cantieri. Fra pochi giorni verrà a trovarci una giornalista radiofonica austriaca molto nota, inviata da un network di rilevanza nazionale che si occupa di ambiente. Si chiama Eva Roither e vuole passare un’intera giornata con me per esplorare la città che pochi conoscono. Mi ha chiesto espressamente di condurla in luoghi “non troppo calpestato dai turisti”, ovviamente interessanti sotto diversi profili. Io sto preparando un itinerario. Ho già diverse tappe, ma chiedo a chi mi segue anche attraverso la pagina LibRidine su Facebook, di segnalarmi, se lo desidera, i propri “luoghi oscuri” della città.

Eva si è rivolta a me perché è interessata non solo alle bellezze artistiche e architettoniche, ma anche a vie, piazze, edifici che hanno una storia noir da raccontare. Ambienti nei quali sono fiorite leggende. Si sono commessi delitti di grande impatto sociale. Ovviamente il pubblico di Eva non vedrà alcuna immagine. Sentirà soltanto descrizioni e racconti. Per questo il nostro tour sarà unico. Volete aiutarci?

Grazie

Pasolini e l’elogio della decrescita

Pasolini.  L'insensata modernità . A cura di Piero Bevilacqua. Jaka Book, pagg 58 € 9,00

Pasolini.
L’insensata modernità . A cura di Piero Bevilacqua. Jaka Book, pagg 58 € 9,00

Sono passati 39 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolin ((1922-1975). Il mistero che incombe sulla sua morte, giudiziariamente parlando, è ancora fitto e forse lo sarà per sempre.. Ma i suoi scritti non cessano di stupire per quanto la sua genialità aveva precorso i decenni..

Personaggio controverso e scandaloso, poeta, romanziere, cineasta, critico letterario, dialoga ancora con noi attraverso la sua saggistica radicale, dissacrante e profetica. In questo librino di 58 pagine, pubblicato da Jaka Book nella collana diretta da Serge Latouche, il curatore Bevilacqua estrapola dai suoi scritti: saggi, lettere, articoli, romanzi brevi, fulminanti previsioni di quello che PPP immaginava che sarebbe accaduto e che poi, di fatto si è verificato.

Un solo piccolo neo è dato, a mio giudizio, dall’eccessiva presenza in queste pagine del Curatore Bevilacqua, che qua e là pare sovrastare il pensiero del Vate, dando la sensazione a chi legge di interpretarne il pensiero che per la verità è perfettamente chiaro come chiare sono sempre state le sue parole.

Lo consiglio

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